Diagnosi di disturbo bipolare…e ora?

Psicologa Psicoterapeuta Analista Transazionale

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Diagnosi di disturbo bipolare...e ora?

Cristiana Monni

11 febbraio 2021

Non tutte le persone vivono la diagnosi nello stesso modo:  per alcuni rappresenta la spiegazione del proprio stare male mentre per altri viene vissuta come un’etichetta. In tutte e due i casi sorgono dubbi e domande su cosa rappresenterà questo per la propria vita.

Si tratta di una malattia cronica e questo comporta un trattamento a lungo termine ma allo stesso tempo il trattamento stesso seppur impegnativo, comporterà un miglioramento della qualità della vita con la diminuzione o persino la remissione dei sintomi.

Il primo passo è creare una buona collaborazione con il personale sanitario di riferimento:

– lo psichiatra che ha il compito di effettuare la diagnosi e prescrivere il trattamento più adeguato,

– lo psicoterapeuta che vi accompagnerà nel percorso,

– e gli infermieri professionali;

ricordate che un buon rapporto di fiducia garantisce la buona riuscita della terapia ed evita le ricadute.

Avere dubbi, perplessità sono utili sia per gli operatori che per voi in questo processo di cura. Con il tempo imparerete a monitorare la vostra condizione, riconoscendo i segni prodromici per intervenire tempestivamente, e ad adattare il vostro stile di vita per evitare ricadute e vivere appieno la vita.

Con un  trattamento adeguato la maggior parte delle persone conduce lunghi periodi senza significativi alterazioni dell’umore, tuttavia possono capitare episodi maniacali e/o depressivi la loro frequenza e la loro durata  dipende dalla  persona, dall’efficacia del trattamento, dallo stile di vita e anche da una eventuale compresenza di altre patologie.

 Cosa succede se ci si oppone alle cure?                 

  1. Il peggioramento dei sintomi durante gli episodi di malattia

(Oltre il 60% di pazienti che dopo il primo episodio si oppone alle cure va incontro a ricadute).

  1. Aumento del 10-15% di rischio suicidario
  2. Problemi psicologici e sociali

(Fallimento scolastico, abuso di droghe, problemi lavorativi e problemi con la giustizia).

  1. Episodi di violenza

 Ribadisco dunque la necessità di affidarsi e collaborare con il personale sanitario per scongiurare comportamenti che possono mettere a repentaglio la vostra salute e quella delle persone che vi stanno vicino e per poter riprendere in mano la vostra vita in modo che siate voi a controllare la patologia e non il contrario.

 Fonti

– A. Hadjichristos, I. Bandini “Disturbo bipolare cosa sapere. Manuale psicoeducativo per pazienti e familiari”

– Bristol- Myers Squibb Company e Otsuka Pharmaceutical Europe Ltd e il Comitato Direttivo europeo “La vita a due velocità”

 

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