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La terapia farmacologica per il disturbo bipolare

Cristiana Monni

25 febbraio 2021

Tra le malattie psichiatriche il DB è quella in cui si ha più chiara la base organica e quindi come il il farmaco agisce sul cervello  per regolarne  l’umore e il pensiero. Tuttavia le persone, per diverse ragioni, fanno fatica ad accettare e, soprattutto a mantenere una terapia farmacologica stabile. Alcuni lamentano effetti collaterali, altri rifiutano di prendere psicofarmaci per non sentirsi etichettati, da loro stessi per primi, come “malati mentali”, altri invece quando il farmaco inizia a fare effetto e cominciano a stare meglio, tendono a saltare le dosi o a convincersi di poterne fare a meno.

L’interruzione del trattamento, senza discuterne con il proprio psichiatra, può causare ulteriori sintomi come insonnia e confusione.

Inoltre il DB è variabile e passa da fasi acute, a fasi subacute, colpendo persone in modo diverso, per questo i farmaci a disposizione sono diversi e nel corso del tempo è possibile che il medico ne modifichi la somministrazione.

 

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